CERN: “Neutrini più veloci della luce”, cosa succederà ora?

Non sono bastati 3 anni di lavoro per i ricercatori del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale Fisica Nucleare guidati dall’italiano Dario Autiero: per confermare la sensazionale scoperta infatti ci sono voluti altri 6 mesi di calcoli. Per avere la sicurezza e, in un certo senso, anche il coraggio di poter affermare che un fascio di neutrini partito dal Cern di Ginevra per raggiungere i Laboratori Nazionali sotto il nostro Gran sasso (a circa 730 km), ha impiegato 60 nanosecondi in meno di quello che avrebbe impiegato la luce, ovvero fasci di fotoni.

Perchè  questa scoperta, se dovesse essere riconfermata, sarebbe così importante?
I neutrini sono particelle elementari che sembrano avere una massa, a differenza dei fotoni i quali, invece, ne sono privi. Secondo la teoria della relatività ristretta, elaborata da Einstein più di cento anni fa nel 1905, la velocità è una costante. In effetti, la stessa velocità è parte della celeberrima equazione E=mc², dove E è l’energia, m la massa e c, appunto, la velocità della luce.
“La relatività”, spiega Margherita Hack, “prevede che, se un corpo viaggiasse ad una velocità superiore a quella della luce, dovrebbe avere una massa infinitamente grande: per questo motivo la velocità della luce è stata considerata come un punto di riferimento, una costante fissa non superabile”.
Capite bene quindi l’importanza che avrebbe l’esperimento in questione. Esso metterebbe in discussione parte della teoria della relatività di Einstein e quindi le fondamenta su cui si è basata la fisica nucleare moderna: secondo la relativita’ ristretta, la velocità della luce, ovvero la velocità di particelle senza massa come quelle della luce (i fotoni) nel vuoto, non può essere superata .


Le prime reazioni dell’ambiente scientifico non tardano ad arrivare.

Il “Centre national de la recherche scientifique” francese ha dichiarato che, se fosse confermata, la scoperta sarebbe “clamorosa” e “totalmente inattesa” e aprirebbe “prospettive teoriche completamente nuove“.
“Se la misura sara’ confermata – ha osservato Giancarlo Ruocco direttore del Dipartimento di Fisica dell’universita’ di Roma La Sapienza  - ci vorra’ uno sforzo intellettuale per superare la teoria della relativita’ ristretta che ovviamente resta valida, ma va integrata per i corpi piu’ veloci della luce”.
“La scoperta e’ sconcertante – ha rilevato Paolo De Bernardis, astrofisico italiano – sia a livello teorico sia sperimentale ed è importante che venga confermata da altri esperimenti indipendenti”.
Al termine della presentazione all’Auditorium di Ginevra, guidata dal ricercatore Dario Autiero, presentazione di un’ora illustrata da diagrammi, grafici e immagini, l’eccitazione nell’aria era palpabile. Il primo commento è stato del Premio Nobel per la fisica Samuel Ting che ha citato un’altro  fisico italiano, Antonio Zichici, “che fu il primo nel 1979 a lanciare l’idea dei laboratori nazionali del Gran Sasso”.
E sempre stando alle parole del direttore Giancarlo Ruocco “si potrebbe aprire un momento eccitante per la scienza, come quello tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900, e vi potrebbe essere spazio per scommesse intellettuali a cui dedicarsi”.
Scritto da il 27/09/2011

Un commento

  1. roberto ha detto:

    L’esperimento del CERN in realtà NON è originale, ma è stato scopiazzato.

    L’esperimento originale si chiamava MINOS, ed è stato fatto dagli americani del FERMILAB di Chicago nel 2007, con gli stessi risultati (a meno degli errori strumentali)

    ecco il link dei risultati MINOS 2007:

    http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0706/0706.0437v3.pdf

    Quindi come minimo il CERN doveva condividera la gloria dell’annuncio con il Fermilab di Chicago (che ha ideato l’esperimento originale)

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