Notizie del giorno 24/09/2011: Tremonti risponde, Romano minaccia

Tra le notizie del giorno: Tremonti difende lo stato dell’economia italiana e sè stesso, Romano ricorda che la prossima settimana sarà lui quello da salvare, Draghi spera in riforme globali, paura per spari durante visita del Papa.

POLITICA - Giulio Tremonti al centro dell’attenzione. Mentre in Italia il Pdl continua a menare fendenti contro il Ministro dell’Economia e delle Finanze, quest ultimo da Washington parla di “bilancio in sicurezza” e nega seccamente di potersi dimettere a breve. Incassa, inoltre, il sostegno di Gianni Letta, che ha convinto Silvio Berlusconi a non sfiduciare Tremonti.
La Lega ha altre ragioni per sentirsi in difficoltà: il ministro Saverio Romano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, sarà sottoposto a un voto di sfiducia la settimana prossima. I parlamentari padani molto probabilmente voteranno contro la sfiducia, ma temono che la base leghista, già infastidita dal voto su Milanese, si rivolti. Romano, dal canto suo, avvisa che se cadrà il governo seguirà il suo destino.

ESTERI - Sempre da Washington Mario Draghi, futuro governatore della Banca Centrale Europea, chiede riforme globali per fondare un nuovo sistema finanziario mondiale. Da Erfurt (Germania) invece la notizia di colpi di arma da fuoco durante la visita del Papa, sebbene a notevole distanza (diverse centinaia di metri) dalla posizione del Pontefice. Le forze dell’ordine, comunque, affermano che si tratti di un episodio non collegato alla visita papale.

INCHIESTE - Caso “Cricca”: il giudice delle udienze preliminari di Perugia ha disposto il rinvio a giudizio per le 18 persone coinvolte nell’inchiesta Grandi Eventi. Tra gli altri l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Piccolo colpo di scena dalla Procura di Napoli: pur di evitare il trasferimento dell’indagine Tarantini-Lavitola a Roma i pm intendono accusare Silvio Berlusconi (fino ad ora parte lesa) di induzione a rendere affermazioni mendaci. Probabilmente hanno atteso appositamente l’ultimo momento per accusare il premier, infatti se fossero riusciti a interrogarlo come parte lesa non si sarebbe potuto avvalere della facoltà di non rispondere, nè della presenza dei suoi avvocati.

Scritto da il 24/09/2011

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