Boni: “Per la Lega ho rinunciato ad ogni candidatura”

davideboni“In qualità di indagato non sono mai stato sentito. Intanto però, come Politico, per non tirare in ballo il mio Movimento, ho rinunciato ad ogni candidatura”. Questo uno degli incisi più significativi dell’intervista che Davide Boni (Lega Nord) ci ha gentilmente concesso.

Davide Boni, libero professionista, è uno tra i volti più noti della Lega Nord. Nel partito ha ricoperto diversi incarichi: segretario provinciale della Lega Nord di Mantova dal 1992 al 1993, successivamente Responsabile Nazionale Enti Locali Padani dal 1997 al 2000, poi Coordinatore Enti Locali Padani Federali dal 1998 al 2000 e Coordinatore della Segreteria politica Federale dal 1999 al 2000.

Eletto nel 2000 al Consiglio Regionale lombardo, diviene anche il capogruppo della Lega Nord. Rieletto nel 2005, ricopre il ruolo di Assessore al Territorio e Urbanistica, viene eletto ancora nella tornata elettorale del 2011, diventando Presidente del Consiglio della Regione Lombardia. Dal 2006 al 2008 è stato inoltre Presidente di Aipo, agenzia interregionale per il fiume Po.
Si è dimesso dagli in incarichi nel maggio 2012, a causa delle accuse che gli sono state rivolte.
Per chi volesse, il suo sito è: www.davideboni.net

Vorrei iniziare con una curiosità sul suo passato: le sue prime esperienze politiche sono state fatte all’interno del “Fronte della Gioventù” e del Movimento Sociale Italiano, in gruppi che sono considerati di estrema destra. Le chiedo: come mai volle iniziare da quegli ambienti? E come maturò poi il passaggio alla Lega?

Si sbaglia, non iniziai con questi ambienti, la mia prima esperienza fu a sinistra, frequentavo l’Itis Feltrinelli a Milano, a quell’età facile era seguire “falsi” miti. Poi un giorno in qualità di frequentatore di un centro sociale, venni investito del compito di  dare “una lezione” ad un fascista a scuola, al mio diniego, venni “spedito” e come succede nella vita iniziai a frequentare coloro che mi avevano insegnato ad odiare, mai senza mai tesserarmi nel “fronte”, ma soltanto frequentando amici tesserati. Solo nel ‘84 mi iscrissi per un anno come “simpatizzante”, credo fosse questo il termine, alla federazione Mantovana del Msi, ma niente vita attiva. Nel 1990 vidi in tv Umberto Bossi e Francesco Speroni, ad un paio di dibattiti televisivi e nell’Aprile del 1990 mi iscrissi alla Segreteria di Mantova. Mi colpirono le parole e il progetto: il Federalismo… e padroni a casa nostra e da li ad oggi..la storia si sa.

Viene considerato come uno dei duri e puri della Lega, tanto da essere uno degli esponenti più conosciuti e ben voluti dalla base: non per niente alle elezioni regionali del 2010, venne eletto con 13.000 preferenze, risultando il leghista più votato. Merito anche delle tante apparizioni in tv, del grande uso dei social media come Facebook e Twitter. Però questo suo, diciamo, protagonismo, sembra essere inviso a molti nel partito: Galli disse che lei “È un isolato che cerca visibilità”.
Cosa pensa di questa descrizione che le fanno?

Che dire?!? Amo la Lega, Amo l’idea, ho sacrificato tanto di me, della mia vita, dei miei affetti, del mio lavoro per questo… e se qualcuno, anche del Movimento dice così di me… che farci?! Forse utilizzo presenza su territorio, tv e social troppo bene…

Veniamo all’attualità. La Lega ha vinto le regionali in Lombardia facendo diventare Maroni presidente, in un’alleanza che vi ha visto schierati col PdL. Allo stesso tempo, alle politiche, la stessa alleanza si è rotta, con il PdL che è entrato a far parte del governo e la Lega rimasta all’opposizione. Pensa ci potranno essere dei problemi nel rapporto coi vostri alleati in Lombardia, in virtù di questa contrapposizione a Roma?

Non credo. La tattica è una cosa, la strategia un’altra e l’obiettivo e’ comune! 20 anni fa, quando iniziai, quando la Lega iniziò, nessuno era Federalista.

Quali saranno le linee guida che la Lega applicherà in Lombardia? Quali saranno gli interventi a sostegno delle imprese, della disoccupazione, delle crescenti fasce di povertà?

Credo che già Maroni stia dimostrando con interventi sulla cgs e sull’aiuto alle imprese, la volontà della nuova Regione Lombardia. L’obiettivo finale e’ la Macroregione  con il trattenimento di grande parte del gettito fiscale sul territorio.

Uno degli slogan della campagna elettorale della Lega per le regionali lombarde fu: “Tratteniamo il 75% delle tasse in Lombardia”, con la nobile intenzione di usare questi soldi per investimenti e per abbassare alcune tasse. Ma i dati forniti dalla Banca d’Italia dicono che in Lombardia già tornano il 78% delle tasse versate dai cittadini lombardi. Mi viene da pensare che lo slogan leghista sia senza basi concrete, o sbaglio?

E’ la gestione diretta del gettito fiscale, non il ritorno, il ritorno vuol dire che c’e’ un andata. Il denaro rimane qui e si usano i parametri, i costi standard della Regione.

Leggevo sui giornali che una delle prime proposte di legge presentate nel Consiglio della Regione Lombardia, dopo il taglio delle indennità dei consiglieri volute dal governo Monti (che passano da 8500 euro lorde, a 6600 lorde), sia quello di un aumento dei rimborsi a forfait, che passerebbero da 2800 a 4500 euro per i residenti a Milano, mentre potrebbero oltrepassare i 6000 euro per chi risiede in altre provincie. Proposta, occorre sottolinearlo, bipartisan, appoggiata sia dal Pd che dal PdL e dalla Lega.
Visto il momento di crisi, ma anche l’antipatia generata dalla “casta politica”, non pensa sia un po’ un autogol? Se fosse stato in Consiglio avrebbe appoggiato questa proposta?

Non credo che questa iniziativa avrà le gambe per correre, io non l’avrei votata oggi non ha senso, anche se però credo che la questione non sia l’indennità ma come una persona fa e quanto fa investito del suo ruolo.

Nel marzo 2012 è stato accusato di corruzione per presunte irregolarità nella realizzazione di alcuni centri commerciali, e successivamente, nell’ottobre dello stesso anno, è stato anche accusato di truffa e peculato nell’ambito dell’inchiesta sulle spese di rappresentanza che ha investito tutto il consiglio di Regione Lombardia.
Dal canto suo lei si è sempre considerato estraneo ai fatti della prima accusa: si ritiene tale anche per l’inchiesta sulle rendicontazione dei gruppi consiliari lombardi?

Certo che si, ma queste cose le spiegherò agli organi competenti quando e se mi chiameranno. Solo una nota di colore, riguardo la prima inchiesta da quel 6 marzo 2012, quando mi consegnarono l’avviso di garanzia, io non sono mai stato chiamato. Conti Lei i giorni, sono più di 430. Ho letto molto sui giornali, ma in qualità di indagato non sono mai stato sentito. Intanto però, come Politico, per non tirare in ballo il mio Movimento, ho rinunciato ad ogni candidatura. Veda Lei

È stato ed è tutt’ora molto critico sugli incarichi e sulle esternazioni della Presidente della Camera, l’onorevole Boldrini, e sul ministro Kyenge. Le loro colpe pare siano quelle di chiedere pari diritti anche per gli immigrati, di rivedere la normativa sull’immigrazione, e di aprire un dibattito sulla concessione della cittadinanza agli stranieri. Il tutto restando comunque nel solco del rispetto della legge che ogni cittadino deve avere. Quindi, dato che gli scambi di beni e di capitale umano sono in continua crescita, non crede che anche la Lega dovrebbe avviare un dibattito per, eventualmente, rivedere alcune posizioni?

Noi abbiamo sempre detto che chi vuole integrarsi e’ il benvenuto, ma la cittadinanza facile non garantisce nè Noi nè loro, essere cittadino di un paese, vuol dire sentirsene parte, amarlo, rispettarlo. Non si e’ cittadini solo perchè si pagano le tasse. Stati uniti docet

Ultime domande di rito: quali sono i tre personaggi, o persone, che hanno segnato la sua vita?

Mia madre, mio padre e Umberto Bossi.

Per concludere, quale valore per lei è il più importante?

La cultura del lavoro, me l’hanno insegnata i miei genitori: “senza sacrificio non c’e’ beneficio”.




Scritto da il 22/05/2013

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