Riparte la Serie A: prime chiacchiere su vincitori e vinti

La prima giornata di campionato (o seconda, se si considera l’infelice sciopero dei calciatori) regala i primi, gratuiti, entusiasmi ed i soliti processi sommari a questa o a quella squadra. E le televisioni, pubbliche e private, iniziano lunghe ore di dibattiti dopo appena 90 minuti di calcio giocato.

A  salire sul carro dei vincitori sono sicuramente gli juventini (e tutti i nuovi amici della “Vecchia Signora“) che dopo 2 stagioni fallimentari sembrano adesso diventati belli e sopratutto “possibili”. Basta una vittoria per 4-1 contro il modesto Parma, nel suggestivo scenario dello Juventus Stadium, per far parlare di una squadra che può finalmente lottare per traguardi ambiziosi. Un Pirlo magistrale, un Vidal subito in gol e un gioco a tratti elegante ed efficace, hanno riportato a galla tutti gli ammiratori di Antonio Conte e soci ed hanno spazzato via i dubbi che aleggiavano intorno alla compagine bianconera e al mancato arrivo del “Top player” promesso da Giuseppe Marotta. Memoria corta dunque per gli esperti del pallone nostrano che hanno già dimenticato, tanto per citarne una, la vittoria alla seconda giornata della Juventus di Ferrara contro la Roma all’Olimpico, griffata Diego e Felipe Melo. Verba volant, scripta manent.

L’altra notizia che occupa le prime pagine dei quotidiani è il capitombolo della nuova Inter di Gian Piero Gasperini in quel di Palermo. Diciamoci la verità: il Palermo non è quello di 12 mesi fa, orfano di Pastore, Sirigu, Cassani e Bovo e con in panchina l’esordiente assoluto in Serie A Mangia. E allora ti aspetti che i nerazzurri vadano a fare un’allegra scampagnata in Sicilia e al ritorno sotto la “Madunina” riportino a casa i 3 punti. Ma anche l’Inter non è più quella del Triplete, assomiglia sempre più alla “Pazza Inter” degli anni 90 e dei primi anni del 2000, quella che per intenderci il 5 maggio aveva Ronaldo in lacrime seduto in panchina. La partita finisce 4-3 per i rosanero e iniziano le tavole mediatiche su Gasperini, sul suo 3-4-3 non adatto all’Inter, su Zarate sostituito dopo appena 30′ e sull’estate turbolenta vissuta ad Appiano Gentile, con la cigliegina sulla torta di Forlan non utlizzabile in Champions, un amarcord di stagioni che sembravano ormai cancellate. Ma se non è tutto oro quello che luccica, non è neanche il caso di bollare l’Inter come squadra disastrata dopo una partita. A livello italiano i milanesi possono ancora vantare un organico di tutto rispetto, in grado di garantire l’accesso alla Champions per la prossima stagione. Starà ora a Gasp trovare i giusti equilibri, tecnici e mentali, in un ambiente che aveva dimenticato cosa si prova ad essere perennemente sull’orlo di una crisi di nervi.

Un ultimo pensiero va alla Roma, un’altra di quelle squadre che ai nastri di partenza si presenta rivoluzionata, che stecca la prima in casa contro il Cagliari dell’ex dal dente avvelenato Daniele Conti. I capitolini devono assorbire in primis la nuova filosofia di gioco di Luis Enrique e poi gli innesti dei nuovi come Bojan, Osvaldo, Pjanic, Gago, Josè Angel, Heinze e chi più ne ha più ne metta. Il campo racconta di una Roma che nel primo tempo fa la partita ma non riesce a concretizzare la buona mole di gioco prodotta e che talvolta lascia il fianco scoperto alle ripartenze dei sardi. Poi il fattaccio: in 2 minuti Josè Angel, sino a quel momento migliore in campo per distacco, regala il gol a Conti con un disimpegno sbagliato di testa e poi si fa espellere per un brutto (e inutile) fallo nell’area avversaria. I giallorossi naufragano poi nel tentativo di recuperare e subiscono il gol del 2-0 da El Kabir. Inutile il gol di De Rossi al 96′. Se la Roma e i romani avranno la pazienza di aspettare i risultati e lo svilupparsi del progetto Luis Enrique, ci sono le basi per aprire un ciclo vincente stile Barcellona. D’altra parte da quelle parti dovrebbero saperlo bene: Roma non è stata costruita in un giorno.

Ed il Milan? Inutile dilungarsi sui rossoneri: nonostante il 2-2 dell’esordio, sono sempre la squadra da battere. Napoli permettendo.

Scritto da il 12/09/2011

Un commento

  1. [...] primo lunedì dopo un weekend di campionato, inizia quindi l’appuntamento settimanale con il commento alla giornata di Serie A. Tweet Related [...]

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