Notizie del giorno 10/09/2011: Tremonti risponde, Draghi al Quirinale

  • ECONOMIA: Giulio Tremonti risponde alle previsioni di decrescita (di Istat e Ocse) con possibili ma non specificati nuovi cambiamenti ai provvedimenti per lo sviluppo (“faremo il tagliando“). Nel frattempo si sono incontrati gli ispiratori della manovra: Mario Draghi sale al Quirinale per vedere Giorgio Napolitano.

 

  • POLITICA: Sfida a distanza tra Silvio Berlusconi (ieri ad Atreju) e Pierluigi Bersani (oggi alla festa del Pd). Il premier insiste sullo strapotere dei magistrati, mentre fa notizia la posizione di Giorgia Meloni, che sempre dal palco di Atreju oggi chiede le primarie anche nel caso si ricandidasse Berlusconi, contraddicendo il segretario Angelino Alfano. Giornata poco rosea per il Pdl, che vede in contrasto anche Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini. Bersani invece, oltre alla quotidiana richiesta di dimissioni del governo, cerca di esibirsi in un discorso patriottico. Se il segretario del Pd vede il premier come il suo principale avversario, è da un po’ che non si sente Berlusconi attaccare il Pd: pensa, forse a ragione, che gli unici in grado di farlo cadere siano i magistrati.
    Rispuntano problemi dalla Val di Susa: mentre alla festa del Pd alcuni NoTav contestano Mauro Moretti (a.d. Ferrovie dello Stato), il ministro Roberto Maroni alza i toni denunciando la volontà dei NoTav di uccidere, visto l’uso di molotov e bombe carta durante gli ultimi scontri.
    A Roma, infine, Beppe Grillo regista del Cozza day, una protesta contro i politici attaccati alle poltrone.

 

  • INCHIESTE: Sempre in primo piano il caso intorno a Gianpaolo Tarantini: martedì i P.m. di Napoli avrebbero dovuto ascoltare il premier come parte lesa sulla vicenda, ma proprio quel giorno Berlusconi incontrerà Josè Manuel Barroso a Strasburgo. Sulle inchieste relative a Filippo Penati, invece, Bersani cerca (velatamente) di smarcare il partito dai sospetti di corruttela.

 

  • ESTERI: Assaltata durante la notte l’ambasciata israeliana in Egitto. “Risposta” alla recente morte (ufficialmente accidentale) di cinque poliziotti egiziani presso il confine con lo stato ebraico. Tre morti e numerosi feriti, salvi tuttavia i dipendenti dell’ambasciata. In Libia nel frattempo si prepara l’assalto finale a Bani Walid, ultima roccaforte dei lealisti. L’impressione è che nessuno pensi di trovarci il Raìs. Tensione alle stelle negli Stati Uniti alla vigilia dell’anniversario dell’11 settembre, il Papa coglie l’occasione per scrivere all‘arcivescovo di New York.
Scritto da il 10/09/2011

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