Mentana e Santoro

Trovo stucchevole il confronto tra Michele Santoro, il quale fa probabilmente un po’ troppo la vittima, ed Enrico Mentana, il giornalista amico di tutti. Come molti faccio fatica a leggere tra le righe dei comunicati di La7 l’ombra del governo, ma faccio anche fatica a pensare che TelecomItaliaMedia non sia stata in alcun modo influenzata. Ricordiamo il precedente di Daniele Luttazzi, cacciato da La7 per una battuta su Giuliano Ferrara.

Credo ci sia una profonda differenza tra il giornalista Michele Santoro e il giornalista Enrico Mentana. Il primo teme le ganasce dell’editore e non vi si adegua in alcun modo, il secondo trova il modo di andarci d’accordo finchè questo non esagera.
Sono due modi profondamente diversi di concepire il giornalismo. Opinabili entrambi, ma per quanto personalmente adori TgLa7, non posso dimenticare che il suo direttore è stato per un quindicennio alla corte dell’imperatore, consapevole del suo ruolo all’interno del sistema mediatico berlusconiano.
Spesso sento dire da giornalisti di destra che loro sono assolutamente liberi, che non hanno mai ricevuto pressioni o indicazioni. Non si rendono, straordinariamente, conto del fatto che lavorano lì perchè la pensano già in un certo modo, non c’è bisogno di spingerli. Se n’è accorto Filippo Facci, quando ha osato scrivere un articolo contro Mara Carfagna.
Accade certamente anche in giornali come Repubblica, ed è quello che è sempre successo a Enrico Mentana, campione dell’equidistanza ora passato a portabandiera del Vero Giornalismo Televisivo contro (gioco facile) la tribù dei Minzolini.

Nella lettera aperta a Santoro, Mentana brandisce (di nuovo) il suo anno di disoccupazione forzata a dimostrazione della sua lealtà verso la sua professione. Ma se lui è una vittima del sistema, l’altro cos’è, un martire? (5 anni senza apparire in tv)
Se non altro ci fa ricordare che se non gli avessero tolto quella puntata di Matrix, sarebbe ancora in Mediaset. Se se ne fosse invece andato quando gli tolsero il Tg5 per darlo in mano a Carlo Rossella (Carlo Rossella) potrei bermela.

Insomma, Santoro sarà anche il conduttore più rompiscatole che si trova in televisione, ma non credo che Mentana sia adatto a dargli lezioni di “libertà”.

 

ps: sì, il lavoro sta tenendo me e Gianvito lontano dal blog, contiamo di riorganizzarci per settembre.

Scritto da il 04/07/2011

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