Montezemolo entra in politica. Ma con chi?

Cauto come un artificiere che si avvicina a una mina antiuomo, Luca Cordero di Montezemolo ieri ha finalmente fatto capire che alle prossime elezioni ci sarà anche lui.

Un anno fa aveva annunciato la fondazione delll’associazione “Italia Futura“, il primo passo per l’entrata in politica, contemporaneamente aveva iniziato a menare fendenti contro tutti i partiti come una sorta di giudice super partes. Come si dice in gergo, era “entrato nel dibattito politico”.
Tutto ciò non può che richiamare alla mente un altro imprenditore più o meno stimato, anche lui con la cattiva abitudine di parlare di “discesa in campo”.

Siamo quindi alle solite?

Montezemolo andrà a posizionarsi al centro dello spettro politico, ma viene da chiedersi quali saranno i suoi alleati: possiamo escludere Pdl e Lega, perchè membri del criticato governo uscente, e pure IdV e SeL, perchè poco presentabili e distanti dal centro.
Tutto si gioca tra il Terzo Polo e il Pd. Pier Luigi Bersani esulta alle dichiarazioni del Presidente della Ferrari, e secondo Il Giornale lo vorrebbe assumere come “nuovo Prodi”. Nei sogni proibiti del segretario democratico c’è probabilmente la  speranza di usarlo come collante di una coalizione antiberlusconiana.
Pier Ferdinando Casini, invece, non è per nulla contento (ma lo fa capire tra le righe): teme di perdere la posizione di predominanza del centro, non come partito, ma come leader. Non a caso Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc, ha preso la notizia con maggiore entusiasmo: ha la prospettiva di diventare “luogotenente” di un potenziale vincente come Montezemolo, mandando in soffitta Casini.
Gianfranco Fini tace, ma parla per lui Italo Bocchino, che lo invita senza mezzi termini nel Terzo polo. Ed è proprio tra Futuro e Libertà per l’Italia e Italia Futura che notiamo delle importanti similitudini: entrambi i leader si propongono come sostituti di Berlusconi, uno come del leader del centro-destra, l’altro come imprenditore di successo prestato alla politica. Inoltre i nomi sono molto simili e c’è l’impressione che il Presidente della Camera, che ha fondato il suo movimento mesi dopo la nascita di Italia Futura abbia voluto far capire di voler condividere un nuovo corso politico con l’ex Presidente di Confindustria (un futuro centro-centrodestra?). Del resto, Montezemolo ha bisogno di una base di massa, e Fini ha bisogno di un nuovo partner, forte sia sul piano economico che sul piano mediatico.

Perchè il Milan sta alla Ferrari come Mediaset sta al gruppo Rcs (Montezemolo è nel Consiglio di Amministrazione), ma Ferruccio De Bortoli è più presentabile di Emilio Fede e la Rossa è più universalmente amata dei rossoneri…

In fondo un “Berlusconi buono” ci andrebbe anche bene, se esistesse.

Scritto da il 02/04/2011

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