La Sera live @ Mattatoio – Carpi

Per alcuni è stato un fine settimana da sogno, quello appena trascorso. Band Of Horses a Bologna il venerdì, per poi fermarsi al Mattatoio a Carpi sabato e domenica rispettivamente per Oh No Oh My e La Sera, a chiudere la settimana.

Un paio di nomi come davvero non se ne sentono spesso, da queste parti. Merito di una cultura musicale che comunque è ancora fiorente in queste lande nebbiose, senza doversi scomodare per andare a visitare i nostri odiati cugini della città delle due torri. I complimenti a chi scava per trovare e proporre queste perle anche a rischio di non rientrare nelle spese (che se hai gusto, poi non sussite).

Ed è l’ultimo act citato quello di cui vi parlerò: La Sera, progetto parallelo di Katy Goodman, giovane (e davvero bella) mente e anima di questo progetto parallelo a quello che l’ha vista protagonista negli scorsi anni, le Vivian Girls. Abbandonate le schitarrate noise-rock, con questo monicker si presenta con sonorità anni ’60 ammiccanti al surf-rock ma senza troppa “californicazione” (passatemi il termine).

Il nome richiama una buona affluenza nonostante l’orario un po’ atipico (concerto iniziato alle ore 20.10); tra le “celebrities”, fa capolino Emy, la cantante degli Heike Has The Giggles, mentre è inconfondibile la barba di Jukka Reverberi (Giardini di Mirò). Più tante altre persone già a conoscenza dell’artista, nonostante l’album (già in mio possesso con autografo e dedica) esca ufficialmente il giorno dopo San Valentino. Il potere di internet, capace di diffondere velocemente artisti di cui un giorno potrai dire “io c’ero quando ancora non erano famosi come adesso”.

Arrivo tardi e mi perdo tre pezzi, ciononostante la posizione mi permette di osservare il palco più che discretamente: ai lati due chitarristi (di cui una donna), dietro un batterista coi Ray-Ban da vista a goccia che sembra uscito da una serie tv poliziesca di 30 anni fa. Al centro Katy risplende nei suoi luminosi capelli rossi e nei suoi tanti e vari tatuaggi, forse l’unica cosa che l’accomuna con Bethany Cosentino, leader dei Best Coast, band uscita non più di 12 mesi fa con un album dalle sonorità simili.

Paragone che l’artista supera con una prova egregia ma soprattutto personale, capace di coinvolgere la folla e accoglierla in una atmosfera sognante, con una voce quasi sussurrata e coperta dalla musica, le chitarre pulite ad accompagnare melodie da ninna-nanna che per mezz’ora ti portano via dalla vita terrena in un paradiso artificiale dove tutto è etereo, non esistono problemi nè preoccupazioni ma solo gioie (come la nascita della figlia di un loro collaboratore lì presente) e anche i pezzi più drammatici (You’re Going To Cry) vengono visti da un’altra prospettiva.
Katy e la band trovano pure il tempo per scherzare, sia tra di loro (con riferimenti ad una persona cui dedicano un pezzo particolare) che col pubblico (a fine concerto, le viene chiesto “one more song” e la risposta è che semplicemente “le avevano fatte tutte!”) a testimonianza di essere lì con la testa per divertirsi prima di tutto.

I minuti scorrono tranquilli ma veloci, i pezzi finiscono ma ti lasciano comunque uno strascico di buonumore che ti porti con te a casa, e che ti rimane come stupendo souvenir d’addio .

Scritto da il 17/02/2011

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