Dove arriverà quest’Inter

Dove arriverà quest’Inter? Dopo lo scoppiettante 5-3 contro la Roma, la domanda sorge più che spontanea.
I nerazzurri escono dalla partita di San Siro rosicchiando altri due preziosi punticini alla grande favorita, il Milan, e, per ora, si piazzano al terzo posto (con una partita in meno). Ma non è solo questo. La squadra allenata da Leonardo somiglia sempre più al branco di cannibali che vinse tutto l’anno scorso. Non c’è più quel capopopolo spavaldo e guascone di Mourinho, ma la forza e la prepotenza dei nerazzurri ricordano tanto quelli della passata stagione: squadra corta, compatta, piena di gente pronta a morderti le caviglie, con un fuoriclasse come Eto’o che non salta gli avversari: li ridicolizza.

Unica nota stonata: aver preso tre gol, rischiando quasi di pareggiare, contro una squadra sfilacciata, senza senso, discontinua come la Roma. Ma lo spettacolo di ieri sera è stato talmente bello che Leonardo può solo sorridere.

Il Milan intanto lascia altri due punti per strada e stavolta non si ferma nemmeno Ibrahimovic a raccoglierli. Quella contro il Genoa è la classica partita che una squadra con la voglia di vincere lo scudetto con due mesi di anticipo dovrebbe conquistare in scioltezza. E invece i rossoneri tornano a casa con un punto davvero misero e tanta frustrazione per un gioco che sembra non trovare un filo che non sia il banale “palla a Ibra e pedalare”. Una consolazione: Pato gioca con lo svedese e finalmente gioca una partita degna del fenomeno che è, mettendo un altro mattone nella sua incredibile media reti segnati su partite giocate. Se i due fuoriclasse davanti trovano l’intesa, il centrocampo riacquista il velluto di Pirlo e la difesa si blinda a dovere, è ancora il Milan la squadra da battere.
Una squadra che invece sta macinando punti su punti è l’Udinese: gioco corale, centrocampo muscolare e generoso, ali assatanate e spumeggianti, attacco veloce e tecnico. Chissà che quest’anno i bianconeri non tornino in Europa, anche se dalla porta piccola della Uefa.
Dal luminoso bianconero dell’Udinese a quello pallido della Juve: a Cagliari il destino è beffardo e regala a Matri due gol contro i suoi ex compagni di squadra. Toni finalmente fa quello per cui è diventato famoso, segna di testa, e la Juventus, con tutti limiti e i ritardi che ha, si avvicina timidamente alle zone calde.
In chiusura, una conferma che sta diventando sempre più una certezza: quando il Napoli vince segna sempre Cavani. L’uruguaiano apre le marcature nella partita casalinga col Cesena e, dopo un match sofferto per i partenopei, dà il buon esempio e torna in difesa fino all’ultimo minuto ad aiutare i compagni. Poi il gol della liberazione del flemmatico Sosa e lo stadio che scoppia di gioia, come ogni volta, come quando il Napoli era in serie C: fortuna che ora è al secondo posto e rischia pure di finire in Champions.

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Scritto da il 07/02/2011

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