Adelante, Napoli!

Adelante, Napoli!… come urla ogni volta in telecronaca l’iper-emotivo telecronista napoletano Auriemma. E ultimamente lo sta urlando spesso.

I partenopei, contro la Roma, fanno una partita perfetta, tornano a Napoli secondi in classifica e con una mezza idea di poter lottare addirittura per il titolo, vent’anni dopo la caduta degli dei maradoniani.

Ora, la domanda da farsi è questa: ma questo Napoli può davvero vincere lo scudetto?


Per come ha giocato sabato sera contro una Roma irriconoscibile, sì. Hanno gestito la partita con la scioltezza della grande squadra, l’hanno addormentata quando i giallorossi volevano sferzare il colpo di coda con i vari Menez e Borriello, l’hanno ammazzata quando hanno deciso di affondare: rigore di Cavani e raddoppio ancora del formidabile uruguaiano su solita azione da assalto al fortino cui la squadra di Mazzarri ci ha abituato. Se giocheranno con questa convinzione le tredici partite che restano, gli azzurri rimarranno lassù senza dubbio. L’unico rischio è che in una piazza calda come quella napoletana si inizi a parlare di scudetto e ci si dimentichi che il titolo lo si vince non (solo) contro la Roma in trasferta ma anche e soprattutto andando a strappare tre punti sui nebbiosi campi di periferia.

Altra partita di cartello di questa giornata è stata Juventus-Inter: hanno vinto i bianconeri. E già questa potrebbe essere una notizia da prima pagina. Se non fosse che la vera notizia è che l’Inter ha rallentato la sua corsa contro il Milan che a Parma torna gigante tra nani, rotondo 4-0 con saggi di classe varia tra il panciuto Cassano e l’anguilla Robinho.

Il match tra i nerazzurri e la Juve, invece, è stato deludente sul piano dello spettacolo, come ogni anno. La squadra di Delneri ha giocato un primo tempo apprezzabile per decisione e ritmo, i bianconeri si sono comodamente adagiati nella metà campo dell’Inter e lì sono restati fino al gol del bravo Matri. Dopodichè, la partita ha preso la piega che prende quasi sempre negli ultimi anni: l’Inter ha reagito d’orgoglio, approfittando della superiorità tecnica di un Maicon contro i piedi maleducati dei Pepe e Sissoko vari che fanno la Juve degli ultimi anni. Ha schiacciato la squadra bianconera nella sua metà campo, accarezzando sempre di più l’idea del pareggio. Non ha mai affondato davvero, però. Delneri, masochista come non mai, ha sfoderato una girandola di cambi che sembrava un invito ai nerazzurri a segnare. E invece la fame dei Chiellini e Buffon ha avuto la meglio, non poteva essere altrimenti in una serata in cui il leone Eto’o, che di solito è di una spietatezza sotto porta quasi sadica, si divora un gol a porta vuota.

Scritto da il 14/02/2011

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