Buche: le strade italiane sono un colabrodo

Sono giorni di temperature molto basse e come ogni anno si  presenta puntualmente il problema delle strade piene di buche. A volte basta soltanto una pioggia più lunga del normale per creare vere e proprie voragini che mettono a rischio la circolazione delle macchine e delle moto. Il Codacons ha recentemente denunciato i Comuni di Milano e Como per il pessimo stato delle strade di loro competenza, ricordando come con il maltempo del weekend natalizio sono rimasti aperti per diversi giorni gravi affossamenti del manto: il consiglio è di restare sul posto e chiamare i Vigili del Fuoco per far accertare il danno subito e fotografare la buca, altrimenti di documentarsi da soli col proprio cellulare e di recarsi immediatamente a  sporgere denuncia.


Ma cosa determina, realmente, questo dissesto? Dai vari Comuni e dagli Enti preposti alla manutenzione stradale si affrettano sempre a dire che la colpa è della pioggia, caduta in quantità superiori al previsto, o piuttosto del ghiaccio che formandosi spacca il manto stradale portando alla formazione della buca. O ancora, si indica nella neve e nel conseguente spargimento del sale per scioglierla uno dei grandi colpevoli. Ma non è così semplice.

Certamente le intemperie tipiche dell’inverno hanno la loro parte di colpa: un manto stradale reso logoro dal passaggio veicoli diviene più debole e quindi più soggetto a subire idanni delle intemperie. Ma esistono degli Enti che provvedono alla manutenzione ordinaria (come il riparare buche, appunto) e straordinaria (come il rifacimento totale del manto stradale) delle strade: possiamo considerarli esenti da colpe?

No. Prendiamo per esempio in considerazione i criteri con cui si rifanno le strade, la qualità dei materiali usati, i budget che le varie Amministrazioni mettono a disposizione a questo scopo. Un esempio abbastanza chiaro di quanto (non) venga speso per le  nostre strade ci viene da un recente confronto fra i Comuni di Como e Chiasso (CH): se nel primo Comune per una strada provinciale si spendono in media sui 20/25 euro al chilometro, nel vicino Comune svizzero si arrivano a spendere sugli 85/90 euro. Una differenza sostanziale che permette sia di reperire materiale di qualità nettamente superiore, sia di effettuare meglio i lavori di pavimentazione, anche parziale, del manto stradale. Perché,  per esempio, solitamente non si limitano semplicemente a raschiare il vecchio asfalto per poggiarne sopra uno nuovo come accade in Italia, ma effettuano un vero e proprio scavo per andare a  controllare le condizioni della parte sottostante al manto d’usura. In Italia invece si gioca a ridurre tutto: i tempi di lavoro, le spese  per i materiali e per le attrezzature necessarie, i costi totali, con conseguenti ricadute sulla qualità globale del lavoro.


E il cittadino, cosa può fare? Oltre a fotografare le buche e sporgere denuncia in caso di incidente, possiamo segnalarle  all’Amministrazione Comunale senza che sia capitato un sinistro, sollecitandone la copertura o il rifacimento del tratto stradale se versa in gravi condizioni. Per i più intraprendenti c’è anche la possibilità di partecipare alla sedute comunali aperte al pubblico, portando all’attenzione di tutti il problema, magari con una relativa  documentazione fotografica. Sarà pure poco, ma potrebbe essere  comunque qualcosa di utile a tutti, non solo a noi stessi.

Scritto da il 05/01/2011

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