La questura ha sempre ragione

Ieri gli scontri a Roma. Ieri il mistero del ragazzo con il cappotto beige , la pala, il manganello e le manette.
Obiettivamente, non è difficile immaginare perchè potesse avere manganello e manette (ci sono decine di feriti tra le forze dell’ordine, a qualcuno saranno sfuggiti…), è quindi improbabile che sia uno degli infiltrati*.
Il punto è: la questura dice “è un minorenne di estrema sinistra” e subito i mezzi di informazione si affrettano a riferire che “il mistero è svelato” perchè “l’ha detto la questura”.
Se fosse stato un infiltrato, secondo voi, la questura l’avrebbe forse detto? Ma non esiste democrazia in cui potrebbe accadere una cosa del genere: se ci sono degli infiltrati è automatico che se ne neghi l’esistenza.
Non un giornalista che abbia fatto una dovuta precisazione: “secondo la questura il ragazzo sarebbe un minorenne di estrema sinistra. Naturalmente essendo potenzialmente coinvolta la stessa questura (qualora fosse realmente un infiltrato) non possiamo garantirne la veridicità.”
Basta poco.

*Piccola precisazione: gli infiltrati delle forze dell’ordine tra i manifestanti ci sono sempre. Lo scopo ufficiale sarebbe quello di controllare la situazione dall’interno. La realtà dei fatti è che “l’infiltrato aizza folle” nelle manifestazioni è un grande classico per le democrazie occidentali. Non lo dico per provocazione politica: è un fatto passato alla storia e confermato anche da scandali che hanno coinvolto, tra gli anni ‘70 e ’80, le alte cariche della Cia e il Presidente Reagan.

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Scritto da il 15/12/2010

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