Il carburante vola alle stelle. Perché?

Sarà un caso che ogni qualvolta ci si avvicina ad un periodo di esodo, estivo o natalizio che sia, i carburanti subiscano un’impennata?


Sono in molti a chiederselo, dopo l’ennesimo rialzo improvviso e assurdo che la benzina, il gasolio e persino il gpl hanno subito nei giorni scorsi. Così il pieno all’auto costa 2,3 euro in più per ciascun automobilista.
L’allarme è stato lanciato dal Codacons e dalle associazioni riunite nel Casper (Comitato contro le speculazioni e il risparmio). Le associazioni dei consumatori si sono unite contro le presunte speculazioni sui prezzi del carburante che non avrebbero nulla a che fare con le dinamiche internazionali del mercato. D’altro canto per trovare prezzi simili bisogna risalire alla “stagione calda” del petrolio, vale a dire quando, nel 2008, il costo del greggio aveva superato quota 100 dollari al barile. In particolare, la benzina era venduta a questo prezzo all’inizio di settembre 2008, quando il petrolio costava ben 118 dollari al barile. «Oggi, il costo della materia prima si attesta a 89,35 dollari al barile: come è possibile che il carburante abbia lo stesso prezzo di allora?» si chiede Federconsumatori.

Ma la perplessità dei consumatori va oltre: sembra, infatti, che anche lo Stato italiano guadagni notevolmente da questi aumenti dopo che, dal primo gennaio 2010, l’Iva è aumentata per la benzina di 2 centesimi al litro e per il gasolio di 2,5 centesimi al litro. «È necessario sapere che l’erogazione dei carburanti è stimata in miliardi di litri» ricorda Federconsumatori. «Se su questi miliardi di litri si applicano gli aumenti dell’Iva appena citati emerge che l’erario ha maggiori entrate: per la benzina pari a 26 milioni di euro al mese e, per il gasolio, pario a 62,5 milioni di euro al mese».
Per fermare questa situazione si ricorre alle misure più estreme. Per questo le associazioni dei consumatori hanno addirittura fatto un esposto chiedendo l’intervento dell’Antitrust in merito ai prezzi dei carburanti.
«Il nostro timore» spiega il Casper «è che tali aumenti dei prezzi non abbiano molto a che vedere con le dinamiche e le quotazioni internazionali che determinano i listini, ma siano il frutto di operazioni speculative, finalizzate ad ottenere ingiusti vantaggi economici sulle spalle dei cittadini che si mettono in viaggio per le festività di questi giorni».

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Scritto da il 13/12/2010

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