Bamboccioni o terroristi?

E’ bizzarro che in un lasso di tempo neanche troppo lungo l’attuale generazione
giovanile sia passata da “bambocciona” a “potenzialmente assassina” così, senza nessuna ragionevole via di mezzo.

Se prima si criticava un – presunto – atteggiamento lassista verso la vita e il lavoro, una reticenza ingiustificata a lasciare l’accogliente nido familiare e il sugo di mammà (come lei non non lo fa nessuno) per rimandare sempre più in là le grane e le difficoltà di una vita vera, adesso pare che i giovani si stiano “agitando” troppo. E se le proposte/provocazioni di “arresti preventivi” non possono e non devono (speriamo) essere prese troppo sul serio, rappresentano comunque una spia, un indicatore della considerazione che l’attuale classe politica ha della generazione in piazza: un gregge informe non in grado nè di decidere nè tantomeno di pensare, una manica di sbandati che ha sentito il bisogno di manifestare ma che non sa nemmeno perchè lo fa.
Ne sono un ennesimo esempio altre dichiarazioni, tutte rilasciate dalla stessa persona, in cui ci si appella ai genitori dei cosiddetti discoli, auspicando che questi tengano a casa gli indisciplinati e, perchè no, magari li mandino pure a letto senza cena: sia mai che imparino la lezione ed evitino di seccare “i grandi” con i loro capricci. Tralasciando ulteriori commenti in merito a frasi di questo tipo – sparare sulla croce rossa non ha mai giovato a nessuno – sarà interessante osservare, dopo la manifestazione che si terrà oggi a Roma, se si capirà o meno che il disagio dei giovani non riguarda solo ed esclusivamente il ddl Gelmini, il quale è solo un catalizzatore, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, smosso gli apparentemente inerti bamboccioni. I quali adesso, a quanto sembra, iniziano a fare paura. Bizzarro anche questo, in fondo.

Scritto da il 22/12/2010

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