Tagliato il rating dell’Italia

La notizia arriva dopo la mezzanotte e non è buona: Standard & Poor’s, una delle agenzie di rating più influenti, ha declassato il debito italiano portandolo da “A+” ad “A”. Moody’s aveva cercato di metterci in allarme qualche giorno fa, minacciando di abbassare la valutazione del nostro debito per poi rimandare l’eventualità al mese prossimo. S&P è stata più diretta.
Il comunicato arriva con una, superflua, nota al seguito: “le prospettive di crescita economica dell’Italia si sono indebolite” (trad. la manovra produrrà più danni che miglioramenti, se non altro Emma Marcegaglia l’aveva anticipato), inoltre “la fragile coalizione di governo è troppo debole per rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”.
La giornata era già stata decisamente negativa (l’ennesimo lunedì nero), con il nuovo concreto rischio di default per la Grecia che ha spaventato i mercati e costretto Angela Merkel a esibirsi in difesa dell’Euro.

I maggiori siti di informazione al momento riportano solo la nuda notizia, ma è facile immaginare cosa si scatenerà domani mattina. D’altronde, era nell’aria. Solo l’altro giorno scrivevamo del rischio di declassamento minacciato da Moody’s, praticamente inascoltato dai principali media (di qualsivoglia colore politico), troppo preoccupati di non perdere l’attenzione di coloro i quali volevano sapere se Manuela Arcuri si era veramente rifiutata di darla al premier.
Domani sfoggeranno tutti sublimi editoriali sul perchè e sul percome l’Italia sta continuando ad affossarsi lentamente, pontificando sui mali del paese e su quanto questi incorreggibili italiani siano più interessati alle vicende delle feste di Arcore che alla politica economica! (accipicchia)
Probabilmente gli autori degli articoli saranno grandi luminari, grandi editorialisti, i quali, dimenticando che sono state le loro testate a promuovere quell’attenzione morbosa (tu che leggi le notizie online sai di cosa sto parlando), ci faranno capire come hanno fatto ad arrivare fin lì.

Nel frattempo il paese scivola verso la recessione. Intendiamoci, sarà come tornare a qualche anno fa (nella peggiore delle ipotesi alla fine degli anni ’90), non è che stessimo poi malissimo, ma perchè stiamo tornando indietro, secondi solo alla Grecia? Davvero il problema è solo Silvio Berlusconi, i suoi peones, e quelli che preferiscono sentir parlare di prostitute piuttosto che sorbirsi tre ore di polverosi talk-show?

Scritto da il 20/09/2011

Un commento

  1. [...] – L’Italia si è svegliata con una pessima notizia: S&P ha declassato il suo debito da “A+” ad “A”. Il governo ha scaricato la responsabilità alla stampa, e a nulla è valsa la seccata smentita [...]

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