Notizie del giorno 16/10/2011: guerriglia a Roma, il giorno dopo

Tra le notizie del giorno: il day after la guerriglia a Roma. Bilancio dei feriti, degli arrestati e dei danni. La Digos avvia le indagini, mentre i politici si accusano a vicenda.

CRONACAGuerriglia a Roma: l’intera giornata si è focalizzata sulle violenze di ieri durante la manifestazione degli indignati. Il bilancio parla di 135 feriti, di cui 105 tra le forze dell’ordine e 30 tra i manifestanti, mentre sono 20 le persone fermate e 12 quelle arrestate. I danni ai beni pubblici invece ammontano a un milione e seicentomila euro. Tra gli eventi ha colpito il carabiniere fuggito dal blindato in fiamme, ora ricoverato con fratture al volto, e la distruzione della statuetta della Madonnina. La Digos ha avviato le indagini, supportate da video ottenuti dalle telecamere fisse e da quelli forniti spontaneamente dai manifestanti pacifici, i quali si sono mobilitati anche attraverso internet per smascherare i Black bloc.

L’evento ha portato Fabrizio Cicchitto ad accusare addirittura Mario Draghi per le sue dichiarazioni di ieri. I quotidiani di destra invece additano la sinistra come covo di violenti, mentre secondo l’Idv il Ministero dell’Interno non avrebbe agito preventivamente a sufficienza pur essendo ampiamente informato dei rischi che la giornata comportava. Roberto Maroni, dal canto suo, ringrazia le forze dell’ordine per quella che a suo dire è stata una equilibrata gestione dell’ordine pubblico.

Per commentare la giornata, riteniamo opportuno ricordare le parole di Francesco Cossiga, che fu sia Presidente della Repubblica che Ministro dell’Interno.

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito. Gli universitari lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.»

Scritto da il 16/10/2011

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