Adinolfi: “Renzi sta sbagliando tutto”

“Matteo Renzi sta sprecando il patrimonio di consensi che aveva ottenuto”, così Mario Adinolfi, ex PD e oggi sostenitore di Mario Monti, in questa intervista parla a ruota libera dello scenario politico e delle sue scelte, affrontando temi etici come matrimoni gay e testamento biologico.

Mario Adinolfi è un politico italiano, attualmente deputato in quota al Partito Democratico.

Cresciuto nella Democrazia Cristiana, passato per il Partito Popolare Italiano, approda poi al Partito Democratico dove fonda “Generazione U“, movimento animato da molti giovani blogger under 40.

Ha scritto molti libri sul tema generazionale, scrive articoli per il quotidiano Europa, tiene una rubrica radiofonica chiamata “Citofonare Adinolfi” su Radioies ed è spesso invitato come giornalista in numerose trasmissioni televisive di approfondimento.

Fondamentale per lui il rapporto con le persone che lo seguono sui vari social network, con i quali interagisce quotidianamente anche per portare avanti la sua attività politica.

Per chi volesse conoscerlo meglio, questo è il suo blog: http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/

Qualche domanda, intanto, gliel’abbiamo fatta noi.

Dopo aver annunciato la candidatura alle primarie Pd per il ruolo di sindaco di Roma, poi ritirata, e dopo aver annunciato di voler partecipare alle primarie parlamentari sempre del Pd, oggi sceglie di appoggiare il progetto centrista di Monti. A cosa sono dovuti questi rapidi cambiamenti?

“Alla novità francamente inaspettata della candidatura di Mario Monti da protagonista elettorale a fine dicembre. Secondo molti e anche secondo me la sua convenienza personale stava nel non schierarsi. Con estremo coraggio invece ha scelto la strada del chiedere consenso agli italiani per proseguire l’azione di governo, un’azione di governo che io da parlamentare ho sostenuto votandogli cinquanta volte con convinzione la fiducia insieme a tutto il gruppo del Pd. Che ora pare aver cambiato idea. Io invece resto un sostenitore di Monti e della sua azione di governo.”

Il problema economico italiano è dato da un debito pubblico che va degenerando col passare del tempo. A suo avviso, quale manovra economica andrebbe effettuata per garantire una ripresa tagliando razionalmente su uno spreco specifico?

“Occorre privatizzare tutto il privatizzabile, vendere gli immobili dello Stato, ridurre la spesa pubblica. Quella del debito oltre i duemila miliardi di euro è una tragedia nazionale di cui nessuno si rende davvero conto. O si fa qualcosa subito o il conto che pagheranno i nostri figli sarà salatissimo.”

Afferma che l’unico modo per abbattere il nostro debito pubblico è quello di mettere un tetto alle pensioni d’oro. Ma cosa sono esattamente, e quanto influiscono sul nostro debito pubblico? Perché non se ne parla?

“Io ho proposto un tetto alle pensioni, da fissare al doppio del salario medio dei lavoratori attivi. Diciamo un tetto a tremila euro,
che mi sembrano una cifra dignitosa. Risparmieremmo cinquanta miliardi di euro l’anno, perché i pensionati ricchi sono milioni, grazie alle
rivalutazioni dei trattamenti di quiescenza di persone ritiratesi dal lavoro tra i quaranta e i cinquant’anni di età nei mitici anni Settanta e Ottanta. La più colossale delle ingiustizie, con tutti i costi scaricati sulle giovani generazioni.”

Ha sostenuto strenuamente Matteo Renzi durante le primarie nazionali, spendendosi molto anche pubblicamente. Come valuta la latitanza post elettorale del sindaco fiorentino dalle vicende della politica nazionale?

“Matteo Renzi sta sbagliando tutto e sta sprecando il patrimonio di consensi ottenuto in primarie in cui anche io mi sono speso e molto
per lui. Si è piegato a Bersani e incassa adesso l’applauso soddisfatto di D’Alema, con Bindi capolista e Reggi escluso dal Parlamento per vendetta: un leader che sacrifica il più esposto dei suoi non è un leader, ma un uomo da poco. Renzi ha subito una Caporetto culturale prima che politica. La rottamazione ha perso, perché il rinnovamento il Pd l’ha fatto ma con i camerieri di partito che credono a panzane novecentesche tipo l’idea del partito di classe, teorizzata da Orfini e Fassina, due portaborse che hanno fatto carriera.”

L’omosessualità è un tema che sta acquisendo una certa rilevanza nella discussione politica, e in cui in molti si stanno avventurando a fare promesse. Vorrei chiederle, qual è la sua posizione sui matrimoni omosessuali? E sulla possibilità di adozione da parte di persone dello stesso sesso?

“Sono contrario al matrimonio omosessuale proprio perché porta con sé inevitabilmente la possibilità di adozione. Un bambino nasce da una
madre e da un padre, questo non si può cambiare. Annullare il ruolo materno o quello paterno è un crimine, un danno enorme che si consuma
contro i più piccoli e indifesi tra noi: i bambini.”

Sul tema del fine vita e del testamento biologico, risultiamo firmatari della “Convenzione sui diritti umani e la biomedicina” scritta a Oviedo nel 1997, e ratificata dall’Italia nel 2001. Ma mancando i decreti attuativi che la rendono applicabile, questa Convenzione in Italia resta inattuata, e pone il Paese al di fuori di tale Convenzione. Qual è la sua posizione sul fine vita? E la lista di cui fa parte intende dare corpo a tali decreti attuativi?

“La lista che sostengo ha candidato il medico che sosteneva il diritto all’alimentazione e all’idratazione di Eluana Englaro. Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro, io la penso come quel medico.”

Nella sua carriera quale scelta politica rimpiange di aver fatto?

“Ho compiuto scelte sempre guidato da idee cristalline, mai dalla convenienza. Rimpiango qualche ingenuità di troppo, ma in fondo sono affezionato a questo mio modo di fare: ho combattuto in politica per 28 anni e ora ne ho 41, in pratica per tutta la vita. E in tutta una vita ho avuto per sei mesi il salario del parlamentare, per il resto del tempo ho battagliato gratis senza mai trarre vantaggio economico. Ho lavorato per guadagnarmi da vivere, ho fatto politica solo per passione. Ne ho messa tanta, forse troppa.”

Come nasce la sua passione per il poker, e cosa significa questo gioco per lei?

“Il poker è una grande metafora della vita. Le carte sono già mescolate, la mano è ormai indirizzata e la vittoria è già scritta, ma l’azione e l’intelligenza umana possono far deviare il corso delle cose. Chi ha giocato a poker sa a cosa mi riferisco.”

Quali sono i tre personaggi, o le tre persone, che hanno segnato la sua vita?

“Luigi Pirandello mi ha insegnato a rapportarmi con la complessità inafferrabile della verità, il sacrificio di Aldo Moro mi ha fatto innamorare della politica, le donne della mia vita e in particolare le mie figlie Livia e Clara mi hanno radicato nella concretezza delle responsabilità.”

Infine, quale valore per lei è il più importante?

“La libertà.”

Scritto da il 16/01/2013

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