Condono o Condosi?

La goletta del PDL ha superato una numerosa mole di scogli nell’ultimo periodo: quanti di questi siano stati evitati effettivamente per merito e non per fortuna forse è meglio, per l’integrità delle nostre mucose gastriche, non domandarselo. Ma sembra che una questione apparentemente meno importante di altre – penalmente rilevanti – stia mettendo in crisi la suddetta imbarcazione, ormai più paragonabile ad un mediocre pedalò. Il pomo della discordia è a questo giro nientemeno che il famoso condono.

Sarà per il clima sempre più incerto che permea all’interno del partito, ma questa volta la spaccatura appare più profonda del solito, con un Fabrizio Cicchitto che continua a sgolarsi isolandosi ogni giorno a favore della misura da cui molti altri, invece, ne prendono le distanze. E, parliamoci chiaro, proporre un condono a questa Italia, in questo 2011 di crisi, è come proporre una cannuccia ad un uomo che sta per affogare, per molti motivi.

Oltre al fatto che si tratterebbe di un provvedimento relativamente inutile – e questo basterebbe da solo in un paese civile, forse, a far accantonare una misura di questo tipo – che appesantirebbe non di poco la già claudicante macchina burocratica italiana e che teoricamente potrebbe anche essere non approvato dall’Unione Europea, c’è anche una questione “etica”, già sottolineata un paio di giorni fa da Emma Marcegaglia. Cioè che, detto in altre parole, già siamo una nazione che le tasse le paga poco, male e malvolentieri, di conseguenza far passare per l’ennesima volta il messaggio che alla fine la furbizia paga sempre, anche in momenti di crisi, è esattamente quello che sembra: un’idea poco intelligente.

Cicchitto da questo orecchio sembra evidentemente non sentirci, ed alle critiche che giungono da un po’ tutti i partiti, altri pdlini (come Osvaldo Napoli) rispondono facendosi scudo con l’ormai usurato mantra del giustizialismo, una tattica che sospettiamo stia ormai iniziando ad annoiare anche chi ne fa uso. Non sappiamo come finirà la storia del condono, ma al di là di questo è interessante fare un’altra osservazione riguardo all’attuale panorama politico: tra frondisti e schermaglie con la Lega da una parte e rottamatori e solite diatribe trite e ritrite dall’altra, i due principali schieramenti appaiono sempre più vicini allo smottamento. Chi riuscirà a ricomporre il gregge – pardon, l’insieme – forse sopravviverà.

Scritto da il 10/10/2011

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