Chi è Goldman Sachs?

Negli ultimi giorni ha fatto scalpore circolando in rete, una dichiarazione-shock da parte di un trader auto dichiaratosi “indipendente”. Il nome di questo signore è Alessio Rastani. Nei giorni scorsi in un’intervista alla BBC ha parlato della crisi e della situazione economica attuale. Fin qui niente di speciale, i pareri sulla crisi del sistema economico mondiale si sprecano, specialmente nell’ultimo periodo. Ciò che ha fatto parlare tutta la rete di questo altrimenti anonimo signore è stata una frase detta in inglese: “Governments don’t rule the world. Goldman Sachs rules the world”, che tradotta suona più o meno così: “ Il mondo non è sotto il controllo dei governi. Il controllo del mondo è nelle mani di Goldman Sachs”.

Ora, come direbbe un conduttore televisivo di altri tempi, “la domanda sorge spontanea”: chi o che cosa è Goldman Sachs e che ruolo ha avuto nel grande crollo dell’economia che dal 2008 in poi sta funestando i mercati di mezzo mondo?

La Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo con sede a New York, è stata uno dei protagonisti (in negativo) dell’attuale crisi finanziaria. Nel 2008, quando la crisi raggiunse il proprio apice negli Stati Uniti, la Goldman Sachs rischiò di fare la stessa fine di un’altra grande banca d’affari, la LehmanBrothers, ma venne salvata in extremis dalla FED, cioè la Banca Centrale Americana. Secondo fonti non ufficiali, ed è forse ciò che Rastani voleva intendere, il salvataggio di G.S. sarebbe stato pilotato, così come sarebbe stata pilotata l’intera crisi economica. Ma facciamo un passo indietro. Perché la crisi? Come è stato possibile arrivare fino a questo punto? Tutta colpa dei mutui subprime, si dirà. Certo, ma solo in parte. La verità, come sempre, si trova in fondo, in questo caso in fondo alle vagonate di parole inutili dette in questi tre anni.

Innanzitutto, cosa sono i mutui subprime? I mutui subprime erano per l’appunto dei contratti di mutuo, che si caratterizzavano per due peculiarità: la prima è che erano a tassi di interesse ridottissimi ma variabili; la seconda è che la somma indicata nel contratto al netto degli interessi era cospicua ma spalmata su dieci, venti, trent’anni. Come dire: un sogno. Almeno per quelle torme di poveri in canna prodotti dal capitalismo statunitense, che, finalmente, avrebbero potuto permettersi una casa in proprietà. Immaginate la scena: un venditore tipo quelli di Mediobanca bussa alla vostra porta e vi offre il paradiso in un contratto di mutuo. Un venditore è un venditore, e un buon venditore sa come convincervi ad acquistare la “merce”, specialmente se siete un afroamericano dei ghetti (e in America ce ne sono tanti) e per di più semi analfabeta (e nell’America dei ghetti l’analfabetismo è la regola). In questo modo i mutui subprime si diffondono a macchia d’olio tra la gente povera, mentre le grandi banche aspettano.

Cosa aspettano le grandi banche? Aspettano che la FED alzi i tassi d’interesse che, come abbiamo detto, nei mutui venduti ai poveri cristi erano variabili. Inutile dire che sarebbe stato tutto guadagno netto. Ma qualcosa sembra andare storto. Ho detto “sembra”, perché anche questo era calcolato. Insomma le banche, quelle grandi, quelle potenti, quelle che speculano sulla crisi ancora adesso, sapevano in anticipo che la crisi sarebbe arrivata. E sapevano che la svalutazione del dollaro, causata dall’alzamento del tasso di interessi da parte della FED, avrebbe reso i poveri dei ghetti incapaci di pagare le rate dei subprime, facendoli finire in mezzo alla strada dopo che le banche gli avessero pignorato la casa.

Ma allora, se le banche sapevano, perché ad esempio Lehman Brothers ha fatto un parziale crac e ha dovuto essere salvata dalla FED? La versione ufficiale è che Lehman, come altre grandi banche del mondo, a un certo punto si è trovata a corto di liquidità, dato che, in parole povere, i neri dei ghetti non potevano più pagare i mutui, e togliere loro la casa serviva a poco, perché quelle case tolte alla povera gente nessuno voleva acquistarle perché nessuno (a parte i ricchi, che però avevano già la casa) aveva i soldi necessari. E questa è la versione ufficiale. Quella ufficiosa è che Lehman era già preparata ad un’eventualità del genere, in altre parole sapeva in anticipo che la FED avrebbe rimediato, immettendo liquidità, a quello che era un costo irrisorio di fronte agli anni futuri di grande speculazione sulla crisi e quindi di grande arricchimento per Lehman, per Goldman Sachs e insomma un po’ per tutti i già straricchi banchieri.

Tornando a Rastani, forse possiamo affermare che non ha detto niente di nuovo. Tra le famigerate multinazionali che governerebbero il mondo e che starebbero dando luogo da almeno tre decenni a quel fenomeno (positivo secondo alcuni, negativo secondo altri) che va sotto il nome di “globalizzazione”, vanno annoverate “anche” le grandi banche d’affari. Insomma, ancora una volta, tanto rumore per nulla.

Scritto da il 06/10/2011

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