Moody’s declassa rating Italia: A2, vogliono Silvio

Poche ore fa e sembra un dejavu, anzi, lo è: Moody’s ha declassato il rating dell’Italia ad A2. Considerando quanto recente fosse l’ultimo abbassamento, quello che ci ha portati da A+ ad A, e considerando che in entrambi i casi i messaggi che accompagnavano questi comunicati dicevano in sostanza “Silvio dimettiti”, beh, abbiamo un problema.

C’eravamo già passati il 20 settembre, ci passiamo ancora oggi: rating dell’Italia declassato, “il rischio di default dell’Italia è remoto”, ci fanno sapere dalla regia, ma “la vulnerabilità del paese è aumentata“. E così il nostro rating adesso è A2. Giulio Tremonti oggi ci aveva detto qualcosa del genere fra le notizie del giorno. L’agenzia di Moodys, poche ore fa, ha giustificato la sua decisione citando il “sostenuto aumento della suscettibilità del Paese di fronte agli shock finanziari”, perché in Europa, anche negli altri paesi, non è che ci sia un bello scenario (in Grecia si stanno ammazzando).

Tutto questo a causa, in parte, dei “rischi derivanti dalle incertezze economiche e politiche“. Già, perché l’ennesimo taglio al rating italiano, è per l’ennesima volta accompagnato dal dito puntato contro Silvio Berlusconi. Non da una toga, questa volta, ma da qualcuno più in alto. E anche se ci fanno sapere che Moody’s prevede un rapporto Debito Italiano/P.I.L. che, per la fine dell’anno, dovrebbe risultare prossimo al 120%, anziché il 104% previsto inizialmente, a qualche malizioso potrebbe venire in mente di pensare che se Berlusconi fosse caduto prima, questo taglio non sarebbe avvenuto. O magari la storia delle incertezze politiche è una scusa come un’altra?

Le dichiarazioni di Bersani hanno da tempo raggiunto l’apice, e quindi ormai da tempo non attirano l’attenzione. Non varrebbe neanche la pena riportarle, ma per chi fosse interessato, ha detto in sostanza che Berlusconi deve cadere (ma va? originale per il capo dell’opposizione). Ma anche che “L’Italia è meglio di quel rating“.

Berlusconi però rimane sulla sua strada e dichiara di voler continuare a governare, almeno per il momento. In fondo, gli italiani non si stanno allarmando più di tanto, forse proprio perché la gente non ha idea di cosa sia il rapporto PIL-debito pubblico. Ma ho come l’impressione che i giudizi di Moody’s, in qualche modo, influiscano sulla nostra Economia, e ho anche c’entri Berlusconi, reo di non volersi dimettere. Ma cosa avrà sbagliato? Che sia davvero colpa delle incertezze del governo, lo stesso governo che non molto tempo fa è stato praticamente commissariato in materia dalla UE? Ma finché non fallirà la nostra banca, o quella di qualcuno che conosciamo, ci sentiremo in una botte di ferro. Tanto l’IVA è aumentata di poco. Certo è che non avrei mai immaginato di vedere la Grecia dire ai propri cittadini di aver finito i soldi, e allo stesso tempo privatizzare mezzo stato per sostenere un debito pubblico che non sarà estinto mai, come ci insegna la storia.

Scritto da il 05/10/2011

2 Commenti

  1. [...] S&P, anche l’agenzia di rating Moody’s aspetta la notte in Italia per comunicare il downgrading del debito italiano, da AA2 ad A2. Un’eventualità preannunciata due settimane fa, ma che non ci si aspettava entro la fine del [...]

  2. [...] economico/finanziaria del paese, specialmente dopo che prima Standard & Poor’s e dopo Moody’s, due tra le agenzie di rating più influenti, ha declassato il debito italiano portandolo da A+ ad [...]

Lascia un commento

XHTML: Puoi utilizzare i seguenti tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>