Elezioni 2013: il Monti bis è inevitabile

Manca un mese e mezzo alle prossime elezioni politiche italiane, ma la particolare situazione contingente dei partiti sembra configurare il risultato già in partenza. Che piaccia o meno apparentemente non sembrerebbero esserci alternative ad un Monti bis. Vediamo perché.

Innanzitutto possiamo già immaginare una forbice abbastanza definita delle percentuali di voto. E’ chiaro che le alleanze ed i programmi non siano stati ancora decisi e di conseguenza la previsione non può che essere molto a “spanne”, ma la particolare situazione attuale permette di tirare delle conclusioni anche con un alto margine di errore.

Intanto i partiti:

Pd: molto difficilmente si sposterà da un 25-30%. E’ in risalita e meno del 25% è fuori discussione. Più del 30% è altrettanto improbabile vista la solidità a sinistra di Vendola (a cui è difficile estorcere ancora qualche voto) e i fuoriusciti che preferendo Monti ledono all’area “popolare” del partito.

Pdl: possiamo azzardare che non si sposti dal 20%. Ha tante possibilità di prendere un po’ di più, quante di prenderne meno. Le dichiarazioni schizofreniche di Berlusconi disorientano anche il suo elettorato notoriamente abituato a bersi un po’ tutto. La base non è contenta, la Lega ancora meno. Nonostante il vantaggio dato dai canali Mediaset, che passeranno le prossime settimane a fare propaganda, è già improbabile che riesca ad arrivare secondo.

MoVimento 5 Stelle: anche qui azzarderei un 20%. Il movimento sembra aver arrestato la sua crescita. Ha attinto trasversalmente da tutti i partiti e ora sembra che non riesca a forzare il “nocciolo duro” dell’elettorato fedele dei suoi avversari, complici anche i problemi interni e le incerte uscite dello stesso Grillo. Ciò nondimeno, è sicuramente più volatile del Pdl, quindi un boom non sorprenderebbe, ma anche in quel caso non penso si possa andare oltre il 25%.

Centro/Monti: 10-15%. Perchè: Monti sarà sostenuto da Udc, Fli e quei nuovi attori della scena politica che rispondono a Oscar Giannino e Luca Cordero di Montezemolo. Senza l’attuale premier probabilmente si fermeranno al 10%, con Monti potrebbero avere un bonus del 5%, non di più.

SeL, Lega Nord, Ingroia: si aggirano tutti sul 6-8%, ad esagerare 5-10%. Vendola si è ormai stabilizzato, nei sondaggi, su questa forbice. La sua alleanza è chiara, Di Pietro è stato escluso da tempo, non ci saranno cambiamenti da qui alle elezioni. La Lega Nord paga i problemi interni (benchè alle spalle) e l’incertezza sull’alleanza con il Pdl. Se va da sola prende certamente di più, ma anche il suo elettorato è sostanzialmente stabile. Il movimento di Ingroia invece è un’assoluta novità, ma appoggiandosi a Idv (ridotta nei sondaggi al 2%) e alla galassia dei partiti a sinistra di Vendola ha la possibilità di superare il 5%. Rischia comunque di essere cannibalizzato durante la campagna elettorale, è troppo nuova e poco definita.

Questo quadro cosa ci dice? Che non vincerà nessuno. Infatti, sebbene alla Camera sia previsto un premio di maggioranza per la coalizione vincente (360 seggi sui 630 deputati), al Senato il premio è su base regionale, quindi a livello nazionale è praticamente ininfluente.

Il risultato porterà molto probabilmente ad una maggioranza assoluta del Pd alla Camera (Pdl e M5S sembrano troppo distanti) e un Senato completamente ingovernabile. E come l’ultimo governo Prodi ci ha insegnato, senza Senato non si governa.

Quindi? Avete la vostra spiegazione: ci vuole una maggioranza per governare, bisogna cioè mettere insieme almeno il 55% per stare minimamente tranquilli al Senato. Chi, con questi risultati, può ottenere questa percentuale? Solamente un governo retto da Monti e sostenuto, come fino a poche settimane fa, da Pd, “centro” e Pdl.

Possiamo fare questa previsione essenzialmente per una ragione: l’ingresso di Grillo e il suo 20%. Tipicamente questa percentuale era spalmata tra i partiti di maggioranza (soprattutto a destra. M5S toglie almeno un 5-10% al Pdl), ma adesso è completamente sottratta alle alleanze. Grillo non va con nessuno, ed è cosa certa. Nessun altro può creare una maggioranza: la vecchia “Casa delle Libertà” (con gli attuali attori Udc – Fli – Pdl – La Destra – Lega) non si avvicina al 40%, identico discorso per il centrosinistra (Pd – SeL). Il Pd potrebbe anche decidere di allearsi con il centro, ma non andrebbe comunque oltre quel dannato 40%. Ed è quasi impossibile che Ingroia e Vendola prendano contemporaneamente il 10% e che appoggino entrambi il Pd. Escluso invece che tutti insieme sostengano Monti.

L’unica alternativa al Monti bis sono nuove elezioni. Nelle quali, comunque, Grillo rischierebbe solo di accrescere i consensi. A prescindere da questo, si prospettano tempi bui.

Scritto da il 05/01/2013

Un commento

  1. Anonimo ha detto:

    [...] [...]

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