Notizie del giorno 01/11/2011: crisi nera, che succederà?

Tra le notizie del giorno: Papandreou annuncia un referendum sul piano di austerity e le borse crollano. Summit Francia-Germania-Fmi-Ue. In Italia le opposizioni chiedono un governo tecnico. Cosa succederà?

ECONOMIACrisi: questa mattina, a sorpresa, George Papandreou ha annunciato un referendum sul piano di austerity predisposto per rispondere alle richieste europee. Un referendum che non potrebbe mai passare, e sancirebbe automaticamente il default incontrollato del paese ellenico. Per questa ragione le borse oggi hanno aperto in negativo e sono andate a picco durante tutta la giornata. Piazza Affari ha perso il 6,8%, superando i record in negativo fatti segnare durante i primi tempi di crisi nel 2008. Lo spread tra Btp e Bund è arrivato a quota 450. Ci avviciniamo pericolosamente a quello che è definito da tutti il “punto di non ritorno”.
Come ha risposto la politica? E’ stato immediatamente convocato un summit tra Francia, Germania, Fmi e Unione Europea (anche a riconferma del ruolo di leadership dell’asse franco-tedesco). In Italia l’opposizione chiede a gran voce un governo tecnico, Di Pietro sostiene di volersi fare da parte per favorirne la formazione, è possibile che questa volta si faccia sul serio. Dall’altra parte tuttavia Silvio Berlusconi sostiene di poter rispondere immediatamente con nuove misure.
Cosa succederà? La mossa di Papandreou è volta a ottenere il favore dell’elettorato. Non vuole, cioè, che la crisi segni la fine del suo partito, considerato sia responsabile della crisi che boia del paese. Il referendum però boccerebbe certamente il piano di austerity, quindi il default sarebbe automatico. Sempre che non avvenga prima, dato che è previsto a gennaio. La speranza è che la proposta venga ritirata su pressioni dell’Unione Europea, in questo modo il governo ellenico riuscirebbe comunque a migliorare la propria immagine nei confronti dell’elettorato, ma potrebbe evitare il default.
Se invece Papandreou andrà dritto per la sua strada, si profila l’effetto domino. La Grecia fuori dell’Euro farebbe da apristrada a Italia e Spagna, oltre a colpire le banche francesi, fortemente coinvolte nel debito greco.
L’Italia si salverà? Non è detto, d’altro canto le misure varate finora dal governo italiano sono lontanissime da quelle greche, quindi c’è un buono spazio di manovra, in particolar modo se ci sarà un governo tecnico che potrà farsi carico di manovre pesanti (il governo attuale ha i voti contati, lo sappiamo). Si potrebbero anche vedere tagli alla politica. Non per loro iniziativa, certamente, ma per il sollevamento popolare che ci sarebbe qualora si mettesse mano ai portafogli degli italiani, il che è probabile.
Ad ogni modo, se la Grecia cade, possiamo cadere anche noi. In quel caso, pensiamoci, sarebbe davvero così drammatico il default? Non potrebbe essere un’occasione per ripartire da zero?

Scritto da il 01/11/2011

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